INSEGNAMENTI UNIVERSALI SULLA MORTE E SULLA RINASCITA
- Francesco Riggio
- 17 mar
- Tempo di lettura: 7 min
Breve estratto dal leggendario "Libro dei Libri" custodito dal Maestro Francesco Antonio Riggio Direttore dell'Accademia di Scienze Umane e Fondatore della Naturosophia®
La Morte non esiste!

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CONSIGLI DEL MAESTRO
Leggi a voce gli insegnamenti della Naturosophia® affinché restino impressi nella tua mente.
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La Dottrina Naturosophica insegna che la morte intesa come la fine di tutto non è presente in Natura, in quanto nell'esistenza universale esiste solo la vita in continua evoluzione e trasformazione.
Finita pertanto un'esistenza individuale ne inizia subito un'altra, e così via fintanto che l’Essere Assoluto vorrà sperimentare la separazione.
Dunque, tutto si trasforma e niente scompare completamente, in realtà qualcosa che muore lo fa solo apparentemente poiché in verità la vita attraversa diversi stadi di trasmutazione, da quello più solido a quello più sottile e viceversa.
Da questo punto di vista, pertanto, una vera morte, intesa come il niente non può sussistere in Natura, ogni cosa è ciclica, e trasformandosi, passa da uno stato inferiore ad uno superiore, questo processo è conosciuto a livello scientifico con il termine “Evoluzione”.
Da non confondere la differenza tra il: "Niente" e il "Nulla Cosmico", il primo termine si riferisce all'assenza di ogni cosa, ed è stato smentito scientificamente con la scoperta dell'antimateria, il secondo, invece, si riferisce alle infinite possibilità del vuoto quantistico, si tratta della fase antecedente alla manifestazione (la cosiddetta creazione divina).
Dio nella sua trascendenza è "vuoto quantistico", coscienza cosmica, chiamiamo questa realtà anche con il termine di "increato".
Secondo la Dottrina Segreta della Naturosophia® esiste solo l'Essere Divino e Assoluto che immagina l'esistenza ed essa prende forma all'interno della sua stessa mente divina.
Dunque in verità esiste solo il "vuoto quantistico", lo Zero, che si manifesta nell'Uno e nel molteplice ma solo in forma di sogno lucido illusorio (il Grande Inganno Cosmico): questa è la nostra esistenza, anche se è difficile crederlo perché a noi appare come realistica.
La meccanica quantistica ha dimostrato che la realtà non esiste in modo definito fino a quando non viene osservata da una coscienza (l'osservatore), ma chi è che osserva e fa esperienza del sogno se non l'Essere, dunque Dio stesso?
Va anche considerato il fatto che l'esistenza è in continua espansione: pulsa, si evolve e si espande, accrescendo sé stessa, sia a livello della manifestazione materiale, che coscienziale, in pratica è come se dicessimo che la vita, l'esistenza, e perfino Dio, non finiscono mai di imparare da sé stessi, di evolvere e di crescere.
Parlando di morte, a qualsiasi persona che interessi ricercare il senso profondo dell'esistenza viene anche spontaneo domandarsi cosa ci aspetti dopo il trapasso nell’aldilà, sottolineiamo che la Naturosophia® in quanto una forma di spiritualità laica ad orientamento razionale, per scelta non si occupa di divulgare argomenti per i quali non ci sono delle certezze inoppugnabili, quello che possiamo fare e cercare di usare il ragionamento logico e immaginare cosa possa esserci dopo la morte solo a titolo di ipotesi, in quanto nessuno può dimostrare scientificamente che esista una vita dopo la morte.
Alla luce di quanto detto, pensare ad una vita individuale dopo la morte è quanto mai indimostrabile; immaginare ad esempio un Paradiso, un Purgatorio o un Inferno dopo la dipartita del corpo, credendo ingenuamente in una permanenza eterna dell'anima individuale in qualche tipo di dimensione spazio-temporale tra la materia e lo spirito è illogico e frutto di fede in dottrine pseudo scientifiche e pseudo spirituali tipiche delle religioni semitiche e indoeuropee.
Certi del fatto che cosa ci sia dopo la morte è un qualcosa di non dimostrabile dal punto di vista scientifico, possiamo però affermare che la scienza moderna possiede dei dati che confermano quanto insegnato dalla Naturosophia® riguardo elle esperienze di premorte e di coma.
Tutte le persone che fanno esperienza di premorte o di coma e che ricordano quanto visto tramite gli occhi interiori della loro coscienza individuale, raccontano la stessa esperienza anche se con sfumature diverse.
Per semplificare citeremo alcuni dei passaggi raccontati da queste persone durante l’esperienza dell’anima fuori dal corpo.
1. L’anima o coscienza individuale, si dissocia corpo osservandolo dall’alto e scrutando l’ambiente circostante; in questo stato essa percepisce sempre più chiaramente i pensieri e le emozioni delle persone (e cioè delle altre coscienze individuali) che si trovano spazio contiguo e a volte anche oltre di esso.
Questo accade poiché la coscienza individuale inizia a riconnettersi a quella universale, l’anima individuale sta per terminare il suo compito, e cioè arricchire quella indistinta: la coscienza cosmica.
2. Ad un certo punto l’anima si sente chiamare verso l’alto e viene attratta verso una luce o un tunnel di luce, sentendo sensazioni di puro benessere e non desiderando più rientrare nel proprio corpo, pregustando il benessere che proverà ritornando ad essere nell'Unità di Dio stesso, rivedendo a ritroso per un breve istante tutta la propria vita come un film, quasi per fare un resoconto dettagliato dell’esperienza individuale appena terminata.
3. Se raggiunge la luce, e quindi non rientra nel corpo, gli appare una visione paradisiaca, nella quale l’anima individuale inizia a sentirsi un tutt’uno con l’anima universale, fondendosi con essa completamente, Dio mantiene il ricordo della vita individuale appena trascorsa così come di tutte le altre vite vissute sempre dall’Essere Unico attraverso tutte le altre anime individuali esistite sin dal Principio.
4. L’anima comprende che quello stato di puro benessere e di fusione con la coscienza universale, e quindi con Dio, è una condizione alla quale tutte le altre anime individuali sono destinate, aldilà del loro presunto karma o del comportamento avuto durante l’esistenza terrena; questo proverebbe che Dio è Amore incondizionato e senza limiti.

Reincarnazione e Karma
Il Karma secondo la Naturosophia® viene pagato direttamente nell’esistenza terrena e non nell’aldilà, si comprende dunque il motivo per il quale il potere sacerdotale voglia intimorire le masse con la paura di un castigo o di un premio divino al termine della vita terrena, quando in realtà al termine dell’esperienza individuale esiste solo l’unità col Tutto, gioia e benessere incommensurabili e amore sconfinato.
Non è dunque l’anima individuale a reincarnarsi continuamente allo scopo di fare esperienze arricchenti, come sostengono ad esempio l'Induismo e il Buddhismo, bensì l’anima universale, la quale prende infinite forme sempre diverse, ecco perché i Naturosophi la chiamano: “Il Dio dai mille volti”.
In verità le esperienze individuali sono solo un’illusione della mente divina, poiché in realtà esiste solo l’anima universale che sogna di fare innumerevoli esperienze individuali.
Quindi, dopo la morte, e cioè dopo la fine di un'esperienza individuale, la coscienza di un individuo rientra nell'oceano della Coscienza Cosmica indistinta, arricchendola di nuovi elementi esperienziali.
Stiamo dicendo quindi che: l'uomo, l'animale, la pianta, il minerale, il batterio e l'atomo, dopo la morte, e cioè dopo la fine di un ciclo di vita individuale sulla Terra, ritornano ad essere ciò che erano in potenza, e cioè niente meno che Dio stesso.
La goccia è l’oceano che sta facendo un tipo di esperienza individuale, non esiste separazione tra il microcosmo e il macrocosmo.
Esiste un unico Essere Divino che immagina infinite forme di esperienze individuali talmente vivide da apparire come realistiche alla coscienza individuale, ma queste hanno un inizio e una fine, poiché solo la coscienza universale e cioè Dio è Eterno.
Ci si può rendere conto delle implicazioni di una tale dottrina e visione della realtà?
Questa visione olistica panteistico naturalistica è: sia razionale, che antica quanto l'uomo.
Vivere con la consapevolezza di essere niente meno che Dio stesso, la Natura, la vita o l'Universo che si manifestano in forma individuale, sotto forma di uomo, al fine di fare esperienze volutamente autolimitanti è:
~ confortante;
~ potenziante;
~ appagante;
~ illuminante.
Questa visione della realtà spinge le persone ad essere maggiormente nella presenza di sé, ad avere un atteggiamento pacifico, a tirar fuori la parte migliore di sé stesse, ad essere rispettose e compassionevoli verso ogni forma di vita nel Cosmo, poiché in realtà “gli altri siamo noi che ci manifestiamo in modo distinto ma non separato”.

Si comprende benissimo adesso quanto l'eliminazione volontaria da parte del potere sacerdotale di questa visione sia stata la più grande calamità abbattutasi sull’umanità e che, se il paradigma olistico-naturalistico attecchisse nuovamente nella mente e nel cuore degli uomini, il Pianeta sarebbe un posto migliore dove vivere.
Risvegliare nell'uomo questa visione della vita è il compito della Naturosophia® e di tutti i veri Naturosophi, poiché se il mondo si ricordasse chi è veramente, regnerebbe la pace sulla Terra e la vita diverrebbe un Paradiso terrestre.
Sapere che la morte non esiste e che in realtà tutto è Dio, renderebbe gli uomini liberi e felici, essi non sarebbero più dominabili né manipolabili dal potere, e cioè da coloro che tramite la menzogna della separazione tra: Dio, Natura e Uomo, hanno fatto di tutto, comprese una moltitudine di atrocità inenarrabili pur di rendere l'essere umano debole, ignorante e mantenere il controllo sulle masse.
Diffondere la Dottrina Naturosophica, dunque, significa anche combattere la battaglia tra Tenebre e Luce, alleandosi con il Bene e contribuendo alla realizzazione di un mondo migliore.

Rinascita, Risveglio, Redenzione, Resurrezione
Rinasce colui che entrando in sé stesso e diventando consapevole della sua grande miseria umana decide che da quel momento in poi si impegnerà ad essere la parte migliore di sé stesso.
Rinasce colui che si ricorda chi è realmente: vero Dio e vero Uomo, recuperando l’identità divina dimenticata, riacquisendo la consapevolezza di essere niente meno che l’Assoluto che fa esperienza del relativo.
Questa è la vera Redenzione dell’uomo, il ritorno alla grande Madre Eurinome, la Coscienza Cosmica, il Dio universale, Padre e Madre allo stesso tempo, l’Unità originaria.
Il Padre e il Figlio sono una cosa sola, l’Alto si manifesta nel Basso, e quest’ultimo, risvegliando in sé stesso la sua coscienza sopita si riconnette interiormente con l’Alto, e dunque con la Sorgente primigenia di tutte le cose.
Colui che era morto dentro ritorna in vita, o meglio: rinasce a nuova vita, colui che era apparentemente solo materia, attraverso una metamorfosi risorge come spirito e diviene “homo novus”.
In questo processo alchemico si uniscono l’asse orizzontale (quantitativo) all’asse verticale (qualitativo), l’unione tra le idee e il mondo sensibile, tra ciò che appare (fenomeno) e ciò che è (noumeno).
Quando l’acqua e la terra s’incontrano nasce la vita, e insieme agli altri elementi (fuoco e aria) la vita si manifesta in infinite forme, così quando lo spirito si unisce alla materia ha inizio la manifestazione.
Un’anima che era sempre stata dentro di lui ma che egli non riusciva a percepire se non in alcuni brevi momenti della propria esistenza, soprattutto in quelli “apparentemente negativi”, e cioè quelli ideali per attuare il processo di risveglio.
Trattasi di un processo cosmico circolare della Coscienza Divina conosciuto come “eterno ritorno”, l’Uroboros, l’Uno che si manifesta nel molteplice innumerevoli volte al fine di fare esperienze sempre nuove e arricchenti, "il Principio è la Fine e la Fine è il Principio".
Breve estratto dal leggendario "Libro dei Libri" custodito dal Maestro Francesco Antonio Riggio Direttore dell'Accademia di Scienze Umane e Fondatore della Naturosophia®





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